Al suo interno la musica è suono e nel suono è radicata la vibrazione. Guidati da Lee Bartel, professore di musica presso l’Università di Toronto, diversi ricercatori stanno cercando di capire se le vibrazioni sonore, assorbite dal nostro corpo, possano contribuire nell’alleviare i sintomi della malattia di Parkinson, della fibromialgia e della depressione. Conosciuta come terapia vibrazionale, l’intervento comporta l’uso del suono a bassa frequenza, simile a quello di un basso, per produrre vibrazioni che vengono applicate direttamente sul corpo. Durante questa terapia, il paziente giace su una stuoia, su un letto o su una sedia con delle casse che emettono specifiche vibrazioni a frequenza generate da un computer, dice Bartel. Nel 2009, ricercatori guidati da Lauren K. hanno scoperto che l’uso a breve termine della terapia vibrazionale con i pazienti affetti da malattia di Parkinson ha portato a miglioramenti dei sintomi, compresa la rigidità, miglioramenti nella lunghezza del passo e diminuzione dei tremori. Egli sta inoltre conducendo uno studio utilizzando la terapia vibrazionale con pazienti affetti da malattia di Alzheimer lieve. La speranza è che utilizzando la terapia, per ripristinare la normale comunicazione tra regioni del cervello, si possa consentire il recupero della memoria, dice.
Le onde sonore stimolano la nostra pelle in modo simile al massaggio, producendo effetti sugli organi corrispondenti; frequenze particolari guidano la mente a rilassarsi e focalizzarsi; i suoni di particolari strumenti possono innalzare lo spirito verso il trascendentale.
Il Gong come strumento musicale è conosciuto e molto utilizzato nella musica orientale e in quella occidentale. Tuttavia il suo significato più profondo, il suo uso più straordinario, risiede nel grande potere della sua vibrazione: un potere di trasformazione, di guarigione e di elevazione spirituale. Il Gong oggi è utilizzato da terapeuti, dai counselor spirituali e anche dagli yogi: sia per insegnare, che per praticare lo yoga.
Il Gong è menzionato in relazione allo yoga per la prima volta in un testo essenziale del XIV secolo, l’Hatha Yoga Pradipika, e in altri testi antichi che paragonano, ad esempio, il risveglio del chakra del cuore ad opera dell’energia kundalini a “un gong che esplode al centro del sole”. La particolarissima vibrazione del Gong aiuta lo yogi a entrare in uno stato spontaneo di meditazione profonda e ha un profondo effetto sia sul corpo fisico che sulle energie del corpo sottile (maggiori informazioni sul corpo sottile): Libera le nadi, i canali energetici in cui scorre il prana, rimuovendone i blocchi Permette così al prana di scorrere liberamente, aumentando l’energia vitale e stimolando i processi di autoguarigione I complessi schemi di frequenza del suono del Gong entrano in risonanza con la frequenza sonora caratteristica di ogni singolo chakra, facendoli vibrare nella risonanza per loro ottimale Ciò permette di riallineare i chakra, aprirli liberandoli da eventuali blocchi In particolare, il Gong agisce con grande efficacia sul sesto e sul settimo chakra (scopri i charka e le loro funzioni), sulle ghiandole pituitaria e pineale a essi collegate, e sul sistema parasimpatico, una parte del sistema nervoso che presiede alle funzioni corporee involontarie e stimola la quiete, il rilassamento, il riposo, la digestione e l’immagazzinamento di energia. Per questo il gong è uno strumento prezioso e ideale per aiutare la meditazione.