Gong e Yoga ?

Il Gong è menzionato in relazione allo yoga per la prima volta in un testo essenziale del XIV secolo, l’Hatha Yoga Pradipika, e in altri testi antichi che paragonano, ad esempio, il risveglio del chakra del cuore ad opera dell’energia kundalini a “un gong che esplode al centro del sole”.

La particolarissima vibrazione del Gong aiuta lo yogi a entrare in uno stato spontaneo di meditazione profonda e ha un profondo effetto sia sul corpo fisico che sulle energie del corpo sottile (maggiori informazioni sul corpo sottile):

  • Libera le nadi, i canali energetici in cui scorre il prana, rimuovendone i blocchi
  • Permette così al prana di scorrere liberamente, aumentando l’energia vitale e stimolando i processi di autoguarigione
  • I complessi schemi di frequenza del suono del Gong entrano in risonanza con la frequenza sonora caratteristica di ogni singolo chakra, facendoli vibrare nella risonanza per loro ottimale
  • Ciò permette di riallineare i chakra, aprirli liberandoli da eventuali blocchi

In particolare, il Gong agisce con grande efficacia sul sesto e sul settimo chakra (scopri i charka e le loro funzioni), sulle ghiandole pituitaria e pineale a essi collegate, e sul sistema parasimpatico, una parte del sistema nervoso che presiede alle funzioni corporee involontarie e stimola la quiete, il rilassamento, il riposo, la digestione e l’immagazzinamento di energia. Per questo il gong è uno strumento prezioso e ideale per aiutare la meditazione.